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Voltago Agordino - Oltach

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Chiesa

Chiesa di Voltago

 

CHIESA PARROCCHIALE DEI SS. VITTORE E CORONA – VOLTAGO AGORDINO


Origine e costruzione
La chiesa parrocchiale del capoluogo è considerata tra le più antiche del distretto e la più antica nella diocesi di Belluno dedicata ai santi Vittore e Corona, martiri originari dell’Asia Minore.
In un documento del 1388 è ricordata come ''un bell’edificio gotico con l’abside rivolta a oriente” di cui resta tuttora l’antico presbiterio ridotto a sacrestia.
La costruzione dell’attuale parrocchiale risale agli anni 1664-67 su progetto dei ''mastri murari” di Fonzaso Antonio quondam (figlio del fu) Marco e Pier Antonio Romeli e presenta la classica facciata a capanna, tipica dell’architettura alpina, con tetti aguzzi. L’interno, che si presenta con singolare pianta a croce greca, nella cappella sinistra ingloba parte dell’antica chiesa gotica. Lo slanciato campanile (appartenente alla chiesa antica), rinnovato nel 1707 e rialzato nel 1864-68, è fra i pochi dell’Agordino a conservare la caratteristica cuspide a piramide quadrata e le bifore romaniche. Quattro campane dal suono particolarmente armonioso e argentino, fuse attorno al 1920, sostituiscono l’antico concerto razziato nel 1917 durante l’occupazione austro-ungarica.

Descrizione dell’interno
La chiesa si rivela come un prezioso e per molti versi sconosciuto scrigno di pregevoli opere d’arte raggruppate in quattro punti.

1. Il presbiterio. L’ancona (tavola posta sopra l’altare) lignea dell’altare maggiore (uno dei più maestosi dell’A gordino), opera di Fioravante Costa da Canale d’Agordo che la scolpì nel 1687, è un trionfo di putti, angioletti, colonne tortili e motivi floreali.
Sulla cimasa (cornice terminale) spiccano le statue dei santi Vittore (a destra) e Corona (a sinistra) e sul timpano (spazio compreso tra la cornice e due spioventi) un espressivo Angelo Custode tiene per mano un bambino. Più in alto, a dominare l’intero altare, un trionfante Cristo Risorto circondato da angeli.
Vero capolavoro le quattro alte colonne traforate, dove le esterne rappresentano una elaborata trina di viticci con scene di vendemmia, mentre nelle interne ci sono scene di putti in ''arrampicata libera”.
L’ancona lignea racchiude una pregevole tela dipinta da Francesco Frigimelica nel 1642 che rappresenta la Madonna e il Bambino con i santi Vittore, Corona e Giuseppe. La bandiera sorretta da san Vittore, che è bardato come un capitano del ‘600, reca lo stemma della famiglia dei ''da Voltago” mentre Corona, oltre alla tradizionale palma, regge una corona, simbolo di vittoria nel martirio.
Attorno al presbiterio vi è un elegante coro ligneo istoriato nel 1754 da Giacomo Fossen e Antonio Agnolet, mentre sulla destra è collocata una preziosa pala della Madonna della Cintura con sant’Agostino, santa Monica e le Anime del purgatorio, attribuita a Pietro Ricchi e dipinta attorno al 1670.

2. L’altare ligneo della cappella destra. L’ancona, intagliata e dorata da Giovanni Auregne nel 1647, racchiude una tela del 1689 di Giovanni Pante che raffigura la Trinità con i santi Osvaldo, Valentino e Lucano.
Al centro della tela sant’Osvaldo, re di Northumbria vissuto nell’attuale Inghilterra nel VII secolo e ucciso in odio alla fede, con un corvo in mano era invocato come patrono dei cacciatori, dei boscaioli e degli agricoltori.
A sinistra san Valentino, presbitero romano martirizzato nel 201, era protettore del bestiame e dei mali di origine nervosa ed è qui raffigurato nell’atto di mostrare la croce. A destra San Lucano, il celebre ”evangelizzatore delle Dolomiti” vissuto nella valle omonima agli inizi del 400.

3. L’altare ligneo della cappella sinistra. Scolpito da Guglielmo Stuccador nel 1637 è dedicato alla Vergine e racchiude una venerata statua lignea della Madonna della Cintura databile verso il 1840. Dei tre altari presenti nella parrocchiale questo è l’unico che conserva il paliotto (paramento) ligneo originale con due angeli ai lati. Delle quattro colonne, le due interne sono ornate con fiori e fogliami fra i quali trovano posto pellegrini, galli forcelli, cedroni, pernici e leoni.

4. Il presbiterio dell’antica chiesa gotica. Si accede per una porticina nella cappella sinistra e, come detto, una parte è stata inglobata nella cappella sinistra. E’ ornato da affreschi cinquecenteschi rappresentanti nella volta i dottori della chiesa e gli evangelisti e nelle pareti scene dell’infanzia di Gesù attribuiti a Lorenzo Paulitti. Gli affreschi, piuttosto ingenui e popolareschi, rappresentano una importante testimonianza sul modo di vestire dei valligiani agordini e primierotti di inizio ‘500.


Luigi Rivis
(Estratto da ''L’antica Chiesa Parrocchiale di Voltago Agordino” di don Stefano Gorzegno – Foto Duilio Da Campo)


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